Hai mai notato che se stai camminando mentre parli al telefono e qualcuno ti fa una domanda complicata, ti fermi a pensare? Lo fai perché in modo completamente intuitivo vuoi dirigere tutte le tue misere risorse mentali alla tua corteccia prefrontale.

Infatti, lo scienziato J.C. Welch, a fine ottocento, ha dimostrato che pensare ci rende più deboli fisicamente. Ha chiesto a delle persone di premere su una leva più forte che potevano e ha misurato la forza applicata. Poi il test è stato ripetuto, questa volta dando alle persone un compito mentale da completare in modo simultaneo. Quando le persone pensavano in modo molto intenso, la forza fisica che potevano impiegare si riduceva del 50%.

Ma è vero anche il contrario.

Harold Pashler, un professore di Psicologia all’università della California, ha chiesto a delle persone di portare a termine semplici compiti fisici e intellettuali uno dietro l’altro. Ha scoperto che le prestazioni diminuivano in modo significativo quando il soggetto cercava di fare più di una cosa alla volta, nonostante si trattasse di compiti diversi. Il professore ha sostenuto che in parte la ragione di questo fenomeno è l’interferenza del doppio compito: le nostre menti non sono progettate per fare due cose alla volta, in multitasking. Questa condizione può far diminuire le prestazioni di uno studente iscritto a un master ad Harvard a quelle di un ragazzino di otto anni.

L’unico modo per evitarlo è focalizzarsi su una cosa alla volta.

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Svuota la mente

Due monaci buddisti stavano passeggiando insieme quando giunsero nei pressi di un fiume. Lì c’era una bella donna che si rivolse loro chiedendo di trasportarla al di là del fiume per non rovinarsi il vestito. Il primo monaco, consapevole del fatto che non gli era permesso toccare le donne, si scusò e disse no. Il secondo, senza esitare in alcun modo, le prese in braccio e la portò oltre il fiume.

I due monaci continuarono a camminare per diverse ore e molti chilometri. Poi, il secondo disse: “Io l’ho portata per pochi passo oltre il fiume, tu l’hai portata nella mente per molti chilometri”. Avrai sicuramente sentito parlare dell’effetto Zeigarnik, che spiega come pochi minuti dedicati a una questione rimasta inconclusa lascino il file aperto e il cervello continui a lavorare in background. È un’ottima strategia per accelerare la tua capacità di risolvere un problema in modo più veloce il giorno successivo. Ma, l’effetto Zeigarnik non ha molti altri lati positivi. Tutti i file aperti richiedono attenzione da parte tua e creano disordine e ridirigono l’energia. Riducono la tua forza di pensare e distraggono la tua attenzione.

Il secondo monaco fu in grado di camminare in tranquillità soltanto perché aveva chiuso il file relativo alla donna. Nel suo libro Getting Things Done, David Allen definisce l’effetto dell’avere tanti file aperti come “monkey mind, termine preso in prestito dal buddismo, che descrive la situazione in cui i nostri pensieri passano da un compito all’altro, da un pensiero all’altro, in modo inquieto. Ogni volta che abbiamo “troppe cose per la testa”, stiamo portando nella mente tante idee, preoccupazioni e sfide. La rete esecutiva, la parte del sistema di attenzione del cervello che ha la maggior misura il compito di focalizzare, non sa dove dirigere l’attenzione. Una “monkey mind lotta per concentrarsi.

Nel suo libro, David Allen suggerisce un semplice rimedio per svuotare la mente, utilizzando un vero e proprio cestino per il cervello. Ne parlo anche io nella mia guida alla produttività, nella sezione pre-pianificazione, in riferimento allo strumento della Inbox. Un cestino è un oggetto in cui buttate via le cose. Non è una lista di cose da fare, è semplicemente una lista di cose. Non esiste alcuna forma di categorizzazione quando decidi cosa mettere nel cestino: cose grandi e piccole, urgenti e importanti, cose da comprare, intuizioni e azioni. Ciò che importa è che hai sempre con te il tuo cestino. Puoi utilizzare un diario, un notebook o il tuo smartphone. Ogni volta che ti viene in mente qualcosa da fare, un pensiero importante o un’intuizione, non fare affidamento alla memoria, o va nella tua inbox o va direttamente nel cestino.

Queste e tante altre tecniche e strategie fanno parte del corso sulla produttività straordinaria che lancerò a settembre. Nel frattempo puoi iscriverti alla lista d’attesa per ricevere in anteprima tutte le novità sul lancio e anticipazioni esclusive sui contenuti del corso. In più tutti gli iscritti alla lista d’attesa potranno usufruire della esclusiva promozione pre-lancio. Che aspetti? Iscriviti ora!

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