Per troppo tempo abbiamo dato importanza solo all’aspetto esteriore delle scelte, le opzioni che abbiamo a disposizione, e non abbastanza alla capacità di scegliere, le nostre azioni. Il problema è che le opzioni (le cose) possono togliercele, mentre la capacità di scegliere (il libero arbitrio) no.

Come scrive Greg McKeown, nel suo libro Essentialism, la capacità di scegliere non può esserci tolta né possiamo cederla: possiamo solo dimenticarcene.

Perché ce ne dimentichiamo?

La spiegazione forse più importante sul come e perché ci dimentichiamo di poter scegliere proviene dai famosi studi di Martin Seligman e Steve Maier, i quali, durante alcuni esperimenti con i pastori tedeschi, scoprirono per caso un fenomeno che definirono “impotenza appresa“.

Seligman e Maier divisero i cani in 3 gruppi.
I primi, avvolti in un’imbracatura, ricevevano una scossa elettrica ma avevano la possibilità di farla terminare premendo un apposito bottone.
Il secondo gruppo di cani si trovava nelle stesse condizioni del primo (stessa imbracatura, stesso pulsante e stessa scossa elettrica), ma c’era un trabocchetto: il bottone non funzionava, quindi non potevano fare nulla per interrompere la scossa.

Successivamente, ciascun cane fu messo in una grande gabbia con un basso divisorio al centro, che separava il lato elettrificato da quello non elettrificato. A questo punto, accadde un fenomeno molo interessante. I cani che nella fase precedente erano riusciti a fermare la scossa o l’avevano ricevuta imparavano rapidamente a scavalcare il divisorio per spostarsi nella zona non elettrificata. Quelli che non avevano potuto sottrarsi alla scarica, invece, restavano dov’erano, non adattando né modificando il proprio comportamento. Non facevano nulla per evitare il dolore e la sofferenza. Perché?

Perché non sapevano di avere altra scelta, a parte subire la scossa. Avevano imparato a essere completamente impotenti.

In seguito, è stato dimostrato ampiamente che anche noi apprendiamo l’impotenza più o meno allo stesso modo. Un esempio classico è quello di un bambino che ha difficoltà in una materia, ad esempio la matematica. Per quanto si impegni, non riesce mai a migliorare, e per questo alla fine si arrende, convinto di non poter far nulla per ovviare alla sua mancanza.

Quando le persone si convincono che i loro sforzi non servano a niente, tendono a reagire in due modi: o si disinteressano del tutto o smettono di provarci, oppure hanno reazione meno ovvia, diventano iperattivi. Iniziano ad accogliere ogni opportunità che si presenta e si gettano a capofitto in qualsiasi compito o attività. Affrontano ogni sfida con entusiasmo e cercano di fare tutto e di tutto.

Potresti pensare che questo comportamento non sembri affatto un sintomo dell’impotenza appresa, ma se lo esamini più attentamente vedrai che non è così. Infatti, la pulsione a fare sempre di più serve a gettare solo fumo negli occhi. In realtà, queste persone non credono di poter decidere quale opportunità, compito o sfida accettare. Sono solo convinti di dover fare tutto.

Sicuramente scegliere non è facile. Infatti, comporta rifiutare una o più opzioni, e questo può provocare un forte senso di perdita. Se ci fai caso, ogni volta che entriamo in un negozio, in un ristorante e in qualsiasi luogo dove si venda qualcosa, tutto è studiato per renderci difficile dire no. L’obiettivo di uno spot elettorale o di un politico è convincerci che sia impensabile votare qualcun altro. Se osserviamo la nostra vita quotidiana attraverso questa lente, è facile comprendere perché ci dimentichiamo della nostra capacità di scegliere.

Ma per raggiungere il successo e una produttività straordinaria abbiamo il dovere di prenderne maggiore consapevolezza. Dobbiamo riconoscere che è un potere invincibile che abbiamo dentro, e che esiste indipendentemente da qualunque altra cosa, persona o forza esterna. Come scrisse William James: “Il mio primo atto di libero arbitrio sarà credere nel libero arbitrio”.

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