Oggi voglio raccontarti una storia che trasmette appieno la forza dirompente delle nostre convinzioni. Ho letto questa storia nel libro di Brian Tracy, “Il segreto è credere in se stessi“.

È la storia di un uomo la cui azienda, molto tempo fa, si trovava in grosse difficoltà. Aveva avuto molte perdite e si era fortemente indebitato, per cui fornitori e creditori lo perseguitavano.

Ormai era giunto al punto di dover decidere se continuare a lottare oppure dichiarare bancarotta e lasciare che la sua azienda fallisse.

Mentre passeggiava nel parco, giunse su un ponte e guardava in basso verso l’acqua del laghetto. Ad un certo punto un uomo anziano spuntò dall’oscurità. Vedendolo così triste e abbattuto, si fermò e gli chiese che cosa gli fosse capitato.

L’imprenditore gli raccontò tutti i sui guai economici e quanto la sua azienda fosse ormai prossima al fallimento, anche se il settore in cui operava era florido ed aveva un ottimo potenziale futuro.

L’anziano ascoltò attentamente ogni singola parola e quindi disse: “Credo di poterla aiutare a risolvere i suoi problemi”.

Quindi estrasse dalla tasca il libretto degli assegni e ne staccò uno, lo mise nella mano dell’imprenditore e disse: “Prenda questi soldi. Ci incontreremo qui tra un anno da oggi e allora mi restituirà il denaro”. Quindi si voltò e scomparve nell’oscurità da dove era venuto.

Tornato nel suo ufficio, l’imprenditore guardò per la prima volta l’assegno e scoprì che si trattava di 500.000 dollari. Pensò subito che fosse uno scherzo sino a quando non lesse la firma: John. D,. Rockefeller.

Aveva ricevuto un assegno da mezzo milione di dollari dall’uomo più ricco dell’epoca, noto per la enorme generosità.

Il primo pensiero che ebbe fu quello di incassare l’assegno e risolvere ogni suo problema finanziario. Poi, invece, decise di chiudere l’assegno in cassaforte, sapendo di poterlo incassare in qualsiasi momento.

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L’idea di avere a disposizione quella somma gli avrebbe dato una maggiore tranquillità per trattare con fornitori e creditori, per rimettere in sesto la sua azienda.

Con un rinnovato entusiasmo si rituffò a testa bassa negli affari e chiuse contratti, negoziò accordi, estese termini di pagamento e concluse parecchie vendite importanti. Nel giro di qualche mese la sua azienda era di nuovo al top, era uscita dai debiti e generava profitti.

L’ano dopo ritornò sul ponte nel parco con in mano l’assegno non ancora incassato. Era ansioso di raccontare all’anziano benefattore che cosa era successo in quell’anno.

All’ora convenuta un anno prima l’anziano uomo riemerse dall’oscurità e proprio mentre stava per restituirgli l’assegno, e raccontargli del suo entusiasmante successo e dei grandi risultati ottenuti, dal buoi giunse di corsa un’infermiera che afferrò il braccio dell’anziano.

Si scusò con l’imprenditore dicendo: “Meno male che l’ho ritrovato. Spero non l’abbia disturbata. Continua a scappare dall’albergo per anziani e va a dire di essere John D. Rockefeller”. Prese l’anziano per i braccio e lo condusse via.

L’imprenditore era completamente scioccato. Non riusciva a muoversi. Si era dato da fare per tutto l’anno, aveva gestito vendite importanti, aveva ricostruito la sua azienda grazie alla sicurezza e alla tranquillità di avere un assegno da mezzo milione di dollari in cassaforte incassabile in qualsiasi momento.

All’improvviso tutto gli fu chiaro. Il successo negli affari era dipeso unicamente dalle sue convinzioni, anche se l’informazione su cui si basavano erano false. La causa della svolta era stata la smisurata fiducia in se stesso.

Il messaggio di questa storia è che il mondo vi accetterà per come vi presentate. Dovete convincere voi stessi prima di chiunque altro.

E quando sarete certi di possedere ciò che ci vuole per padroneggiare ogni situazione, agirete in modo tale che le vostre convinzioni diverranno la vostra realtà.

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