Esistono diversi modi per comprendere e praticare la filosofia stoica, e questo non solo per le differenze tra stoicismo antico e moderno, ma anche per le differenze all’interno dello stesso stoicismo antico. Dopotutto, la filosofia stoica si è evoluta nel corso di più di cinque secoli da Zenone di Cizio a Marco Aurelio, ed è ancora in evoluzione oggi, dopo una pausa di quasi 20 secoli.

Uno dei modi classici di avvicinarsi allo stoicismo è attraverso le famose tre discipline di Epitteto: desiderio/avversione, azione e assenso. Troviamo questo approccio in quasi tutti i libri sullo Stoicismo contemporanei, da quelli di Massimo Pigliucci a quelli di Ryan Holiday.

Lo schema di base delle tre discipline si trova nel passo III.2 delle Diatribe di Epitteto, in una sezione intitolata “In che cosa una persona deve formarsi per fare progressi e che trascuriamo ciò che è più importante”. Ecco come lo spiega Epitteto:

Tre sono gli ambiti nei quali deve esercitarsi chi vuol diventare uomo di perfetta virtù: il primo concernente i desideri e le avversioni, al fine di non fallire nei propri desideri e di non cadere nell’oggetto delle proprie avversioni; il secondo concernente gli impulsi e le ripulse e, insomma, il dovere, al fine di agire in modo regolato, riflessivo e senza trascuratezza; il terzo concernente la fuga dall’errore e la cautela nel giudicare e, insomma, gli assensi.
Epitteto,
Diatribe, III, 2-1, 2

Epitteto prosegue spiegando qual è, secondo lui, la disciplina più importante:

Di questi, quello di capitale importanza e il più urgente è l’ambito concernente le affezioni; perché l’affezione non si verifica altrimenti che quando si è frustrati nei propri desideri o si incorre in ciò che si avversa. È questo che porta turbamenti, sconvolgimenti, insuccessi, infelicità e, ancora, lutti, lamenti e malignità; che rende invidiosi e gelosi: affezioni per le quali non siamo più in grado neppure di ascoltare la ragione.
Epitteto, Diatribe, III, 2,3

Una volta che abbiamo ben interiorizzato la disciplina del desiderio/avversione, possiamo passare alla disciplina dell’azione, che si occupa di mettere in pratica ciò che abbiamo imparato finora:

Il secondo ambito concerne il dovere: non devo, infatti, essere impassibile come una statua, ma rispettare le relazioni naturali e acquisite, come un uomo pio, come un figlio, come un fratello, come un padre e come un cittadino.
Epitteto, Diatribe, III, 2,4

Infine, dopo aver ben interiorizzato le prime due discipline, possiamo passare allo studio della terza:

Il terzo ambito spetta a quelli che stanno già facendo progressi: esso concerne la sicurezza dei primi due ambiti, affinché nessuna rappresentazione inesaminata venga ad infiltrarsi in loro, nemmeno quando dormono, quando sono ubriachi o nei momenti di malinconia.
Epitteto, Diatribe, III, 2,5

Epitteto continua lamentandosi che alcuni colleghi mettono troppa enfasi sulla logica, considerando la disciplina dell’assenso come quella primaria:

I filosofi di oggi, invero, lasciano da parte il primo e il secondo ambito e si occupano del terzo, cioè degli argomenti anfibologici, di quelli che procedono per via di interrogazione, degli argomenti ipotetici, dei ragionamenti falsi.
Epitteto, Diatribe, III, 2,6

Poi, rimprovera i suoi studenti, avvertendoli di non cadere in questa trappola, per troppa sicurezza di sé:

A te, allora, manca solo questo? Ti sei già dato da fare negli altri ambiti? Quando si tratta di denaro, sei al riparo dall’errore? Se vedi una bella donna, sai resistere alla rappresentazione? Se il tuo vicino entra in possesso di un’eredità, non sei morso dall’invidia? Ora non ti manca altro che l’immutabilità dei pensieri?
Epitteto, Diatribe, III, 2,8

Un modo per dare un senso a ciò che Epitteto ci ha appena spiegato è che il nostro progresso nello stoicismo dovrebbe seguire qualcosa di simile a questa sequenza:

  1. comprensione teorica delle basi
  2. implementazione pratica
  3. perfezionamento e automazione

La disciplina del desiderio/avversione ci dice molto chiaramente cosa dovremmo desiderare (buoni giudizi) e a cosa essere avversi a (cattivi giudizi), insieme a tutto ciò che è neutro o “ indifferente ” (tutto il resto). A cosa serve sapere tutto questo? In modo che possiamo agire correttamente verso le altre persone, che è l’essenza della disciplina dell’azione. Una volta che saremo più a nostro agio con le prime due discipline, quindi, possiamo passare a perfezionare la nostra comprensione delle “impressioni”, interrogandole ogni volta che si presentano, in un modo reso memorabile da un’altro passo di Epitteto, stavolta tratto dall’Enchiridion (Manuale):

 Innanzitutto, dunque, esercitati a dire, ad ogni forte rappresentazione che ti occorra: “Sei una rappresentazione, e nient’affatto quel che sembri essere”; poi, indagala ed esaminala in base a queste norme che possiedi, in primo luogo e soprattutto in base a questa: ha a che fare con quel che dipende da noi, o con quel che non è nostro, abbi sottomano la risposta: “Non mi riguarda”.
Epitteto, Enchiridion, 1.5*

In conclusione e per rendere ancora più agevole la comprensione delle parole di Epitteto, voglio riportarvi un esempio magnifico di Massimo Pigliucci:

Mi colpisce che questa sequenza è molto simile al modo in cui impariamo molte cose che hanno componenti teoriche e pratiche. Ad esempio, guidare un’auto. In genere si inizia con un po’ di teoria, durante la quale un istruttore, o un libro, ti dice le cose che è giusto “desiderare” (ad esempio, mettere la freccia quando devi girare, rispettare i limiti di velocità, ecc.) e quelle a cui essere “avverso” (ad esempio, procedere con il semaforo rosso, non rispettare la precedenza dei pedoni, ecc.). Quindi passi alla pratica e cominci a mettere in pratica questi precetti. Infine, una volta che sei sicuro di come unire la teoria alla pratica, puoi diventare più smaliziato e iniziare ad automatizzare i tuoi comportamenti, in modo da non doverti fermare e renderti conto consapevolmente di ogni dettaglio mentre guidi. L’interiorizzazione della teoria rende la pratica fluida e si passa da principiante a pilota esperto. O, come in questo caso, un ottimo studente di stoicismo!

Bibliografia:
Tutte le opere, Epitteto


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