Se non ti prepari agli eventi, accetti il rischio di venire travolto da essi, come farsi sorprendere dalla pioggia. Ripromettiti di non uscire senza ombrello.Sii responsabile per ciò a cui tieni.Jim Rohn Condividi il Tweet

Se potessimo catturare con la nostra mente un’immagine mentale di come di dispiegherebbe il nostro futuro se seguisse la direzione attuale che gli abbiamo dato, forse prenderemmo un po’ più seriamente la nostra vita.

La storia seguente, tratta da libro Il Puzzle della Vita di Jim Rohn, illustra drammaticamente le conseguenze del non riuscire a sviluppare un certo senso di urgenza.

Un giorno un uomo era seduto nella sua piccolo imbarcazione mentre navigava lungo il fiume Niagara. Le acque erano calme, la brezza leggera, e il sole splendeva intensamente in mezzo a un cielo senza nuvole. Solo alcuni momenti prima, l’uomo si era allontanato dalla sponda del fiume “spingendosi via”, a anche ora vi si trovava solamente a pochissima distanza.

Chiaramente, non c’era nessuna ragione di preoccupazione.

Mentre era indaffarato con ami e canne da pesca, la sua mente iniziò a lasciarsi trasportare, e così fece anche la sua barchetta. Il movimento, all’inizio, era lento e impercettibile, con la barca che si muoveva come si muove ogni barca quando viene lasciata alla deriva.

Ma tutti i moti ci portano verso una destinazione, alla fine, e se non vengono corretti ci trascineranno verso quella destinazione come sospinti da una forza strana e invisibile.

Col tempo tutto va alla deriva. Se non fai delle azioni concrete per evitare di essere in balia della "corrente", la tua vita sarà nelle "mani" del caso. Jim Rohn Condividi il Tweet

Nei suoi affanni del momento, l’uomo non aveva notato il movimento incrementale dell’imbarcazione. I suoi pensieri erano ancora concentrati sulla pesca, come se ci avesse pensato per tutta la settimana prima dell’uscita. Ci sarebbe stato un sacco di tempo per le cose serie. Per ancora un pochino, avrebbe continuato a rilassarsi e divertirsi. Avrebbe ignorato le sfide della vita e utilizzato quelle ore di pace per lasciarsi trasportare dalla corrente.

Senza alcun avvertimento, i suoi pensieri furono scossi, da dovunque si trovassero a girovagare, e riportati bruscamente nel presente. Il suono sembrava provenire da un non dove, distante all’inizio, ma che in pochissimo tempo si era intensificato, e ora era quasi assordante. La sua attenzione era stata catturata non solo dal suono, ma anche dal movimento, visto che la sua piccola imbarcazione veniva spinta con forza attraverso le acque non più calme e tranquille.

Si guardò intorno e, per la prima volta, notò che entrambe le sponde del fiume si erano ritirate come se viaggiassero per conto loro. Sulla barca non c’era il motore, e lui si muoveva usando solo una pagaia. Non c’era mai stato alcun bisogno apparente né di motore né di remi.

Si sforzava di comprendere cosa stesse accadendo. Era come se fosse stato catapultato dalla sicurezza, dalla calma e dalla tranquillità alla turbolenza frenetica delle circostanze. Oltre ogni sua capacità di controllo.

In un attimo la situazione reale di mostrò con chiarezza: il suono assordante, la schiuma crescente, gli spruzzi d’acqua vorticosi, e lo slancio incontrollato che aveva preso la sua barca crearono un’immagine istantanea delle orribili circostanze. Si era lanciato insieme con la sua barchetta nelle acque del fiume Niagara, e la corrente lo aveva trasportato fino all’inizio delle cascate.

Devi intervenire fino a quando puoi farlo.
Poi è troppo tardi.
Jim Rohn

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Devi intervenire fino a quando puoi farlo.Poi è troppo tardi.Jim Rohn Condividi il Tweet

In un lampo la sua mente fece un collage di pensieri ed emozioni. Se solo avesse pensato in tempo alle conseguenze della corrente. Se solo fosse stato più preparato e avesse pensato di equipaggiare la sua imbarcazione con un motore, perché non si sa mai… Se solo se ne fosse accorto prima, o se solo…

Soltanto ora l’uomo si era accorto della folla che si era precipitata lungo entrambe le sponde del fiume, e delle parole tumultuose che si elevavano sull’imminente disastro che gli stava per capitare, dell’imbarcazione che “precipitava” verso le cascate. Era come se coloro che avevano capito che cosa stesse per accadere volessero prestare soccorso, ma qualsiasi tentativo di aiutare questa creatura senza speranza avrebbe solamente compromesso la loro incolumità. Alcuni fecero dei tentativi futili di lanciare delle funi o di avvicinare dei rami per dargli un appiglio, ma la maggioranza rimase in attonito silenzio, assistendo a una tragedia che non avrebbe dovuto accadere.

In un momento fuggente avvertì il tragico presentimento della fine, a causa della sua stessa negligenza. Era vittima delle sue stesse preoccupazioni, della sua spensierata distrazione, della sua disattenzione verso i dettagli in un ambiente che aveva la capacità di inghiottire la sua esistenza, le sue opportunità e abilità, e di porre fine a tutti i suoi sogni nel giro di un istante.

Il suo ultimo pensiero fu indirizzato a che cosa avrebbe fatto differentemente se solo avesse avuto una seconda chance. I pensieri si accalcavano nella sua mente con la stessa rapidità con cui l’acqua, sul limite del precipizio delle cascate, si lancia verso la sua destinazione finale, 50 metri più sotto.

Se gli fosse stata regalata una seconda possibilità, avrebbe fatto in modo di accorgersi del possibile disastri futuro con largo anticipo. Lo avrebbe visto chiaramente nella sua mente prima che si fosse formato nella realtà. Avrebbe anticipato le conseguenze della negligenza. Con gli occhi della mente, avrebbe visto la schiuma crescente, sentito il rumore delle cascate e avvertito il moto acceleratorio, e avrebbe agito senza indugiare muovendosi rapidamente e mettendosi in sicurezza sulla riva.

Se avesse potuto “strapparsi dalle acque“, piuttosto che soccomberci dentro, avrebbe dato più valore ai suoi talenti, alle sue opportunità e al suo tempo. Non avrebbe permesso alla frivolezza di catturare la sua attenzione né al desiderio per il riposo e il relax di defocalizzrlo dalle necessità prevalenti: il lavoro intenso e il progresso misurabile… ma sfortunatamente, semplicemente, non aveva tempo!

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